Recensione: "La maestra bugiarda" di S.E. Lynes

TRAMA 


Pippa ha superato i trent’anni e nonostante il suo matrimonio sia naufragato, sente di meritare una seconda occasione. La sua vita però è in stallo: il lavoro di insegnante non le regala più alcuna soddisfazione, il suo primo libro è stato un totale insuccesso e non trova l’ispirazione per iniziare un nuovo romanzo. Finché non bussa alla sua porta Ryan Marks. È un venditore porta a porta, e lei rimane subito folgorata dai suoi occhi azzurri, così decide di lasciarlo entrare. Anche Ryan è un uomo in fuga dal suo passato, ma giura di essere cambiato. Potrebbe essere la chiave per l’inizio della nuova vita che Pippa desiderava? Dopotutto, è sempre stata brava a riconoscere una bugia. Se la sua vita fosse in pericolo, se ne accorgerebbe di sicuro… oppure no?



RECENSIONE

Stanca dei soliti romance, ho deciso di leggere qualcosa di diverso dalle mie letture abituali. Mi trovavo in un periodo di stasi, stavo leggendo molto di meno, a causa della routine quotidiana e della poca curiosità verso altri libri. Tuttavia, ho deciso di dedicare qualche ora al giorno alla lettura, così ho scelto dalla mia wish list un thriller che avevo da tempo accantonato. "La maestra bugiarda" di S.E. Lynes.
Ecco, posso ammettere di non essere particolarmente entusiasta di questa lettura, comunque l'ho portata fino alla fine.
Partiamo dal principio, la protagonista Pippa, non mi è piaciuta e non condivido alcuni suoi modi di pensare. È insoddisfatta della sua vita, ma osservandola dall'esterno, potrei ammettere che tutto sommato non se la passa poi così male. Tralasciando la sua infanzia, la quale invece meriterebbe un approfondimento, si potrebbe dire che il suo matrimonio con Bill, la sua bella casa inglese e il suo lavoro di insegnante non siano poi così insoddisfacenti come lei afferma.
Forse l'origine del suo malessere e da ricercare indubbiamente a ritroso nel suo passato, tuttavia non mi va di psicanalizzare la vita del personaggio ma soffermarmi sulle impressioni complessive della lettura.
Il testo si presenta scritto in prima persona, veniamo a conoscenza dei fatti tramite le pagine del diario di Pippa. Questo espediente narrativo non è tra i miei preferiti, ma l'ho apprezzato, conosciamo a fondo i pensieri della protagonista, anche se a volte sono, secono il mio modesto parere, troppo ripetitivi e a tratti noiosi. Le prime pagine si leggono molto a rilento, quasi con noia, attendevo sempre il fatidico colpo di scena che tardava ad arrivare. Per non parlare poi delle pagine dedicate al blog di Pippa, erano piatte, noiose e parecchie le ho persino saltate. Le parti più interessanti, erano senza dubbio i file audio di Ryan/Gary, li ho apprezzati molto, si capisce tra le righe tutta la sua follia e ossessione per Pippa. Verso la metà del romanzo, finalmente la trama prende una piega diversa, intrinsa di suspense e qualche piccolo colpo di scena. Senza anticipare molto, ciò che più mi ha colpito è stato senza dubbio l'epilogo di Marlene, non me lo aspettavo e mi sto ancora chiedendo perché Ryan/Gary abbia agito in quel modo. 
Purtroppo per Pippa non riesco a provare nessuna pena, ormai è chiara fin da subito al lettore quale sarà la sua sorte, infatti lei stessa fin dalle primissime pagine del suo diario, annunciava come un solenne epitaffio la sua dipartita.
Ad un certo punto, afferma persino di amare il suo aguzzino, ma il confine tra vittima e carnefice è talmente labile, tant'è che i ruoli possono interscambiarsi a vicenda.
Pippa e Gary, due menti folli che hanno trovato il loro amore nei confini della loro stessa pazzia.
Ma può definirsi amore, un sentimento tanto distruttivo e corrosivo, capace di annebbiarti la mente e spingerti alla pura e macabra follia? 

VOTO 3,5 / 5

Testo consigliato, ben scritto anche se in alcuni punti troppo prolisso.

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