Recensione: La ragazza del treno

TRAMA 

La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos'ha visto davvero Rachel?


RECENSIONE

Ho letto questo libro fortemente attratta dal successo mediatico ricevuto, definito da molti un best Sellers.
Devo ammettere che lo immaginavo diverso, anche leggendo la trama avevo immaginato un testo completamente differente.
Tuttavia, pur non riuscendo ad immedesimarmi in Rachel, la protagonista, ho portato a termine la lettura fortemente incuriosita dall'evolversi della vicenda.
Il romanzo viene catalogato come giallo e thriller, anche se non ho letto molti libri del genere, tuttavia credo che si discosti leggermente da esso.
Partiamo dalla scrittura, il testo è scritto in prima persona e le voci narranti si alternano a seconda del capitolo.
Il punto di vista è prettamente femminile, tant'è che conosciamo perisino gli ultimi pensieri della vittima.
Ecco, proprio su di lei voglio soffermarmi, senza ovviamente anticipare molto, ci tengo a precisare che non ho provato alcuna pietà per la sua rovinosa fine.
Se inizialmente mi aveva suscitato sentimenti di pena, conoscendone poi il suo trascorso, ho subito abbandonato tali sentimenti pietosi.
Tuttavia, nel complesso il romanzo mantiene alta l'attenzione del lettore, fino alle ultime pagine ancora non avevo capito chi fosse " il carnefice" per cui posso dire di aver ricevuto il colpo di scena.
Inoltre, Rachel fino all'ultimo non si è elevata ai miei occhi, resta sempre una donna debole e succube del suo alcolismo, senza un vero e proprio momento di catarsi.
Nel complesso, il romanzo ha deluso un po' le mie aspettative forse troppo alte al riguardo, tuttavia resta sempre una lettura scorrevole e con momenti di noia alternati ad altri più interessanti.

VOTO 3 SU 5 


Commenti

Post popolari in questo blog

Recensione del libro "Follia" di Patrick McGrath

Recensione: "Onore e fedeltà"

Recensione: "Le avventure di Annalisa"